libri mario siragusa

 

Pubblicati dallo storico gangitano Mario Siragusa due nuovi libri sulla storia millenaria del paese madonita.

Due libri dello  storico Mario Siragusa in uscita hanno per oggetto la storia di Gangi. Uno dal titolo Cenni storici su Gangi: origini, società, paesaggio agrario, politica, economia e nuova storiografia sulle immaginarie origini normanne dell’attuale paese, Gangi - Roma, Archeoclub d’Italia (disponibile on line sul sito del CREM e dell’associazione nazionale citata); l’altro La storia di Gangi: origini (antiche e medievali), paesaggio urbano, chiese, istituzioni.

Gangi è un  paese siciliano che sorge da circa 800 anni sul monte Marone, estrema propaggine del massiccio montuoso delle Madonie. Il suo sito originario, al di là delle odierne reinterpretazioni del suo passato e delle reinvenzioni storiografiche a dispetto di una solida ed accreditata tradizione storica locale , sorgeva a pochi Km dall’ attuale sito, in una area denominata, a partire dal Trecento, non a caso Gangivecchio (probabilmente dal VII sec. a. C./III sec. A. C. fino al XIII secolo). Eruditi e storici nonché le carte d’archivio e topografiche parlano, con estrema chiarezza e al di là di ogni ragionevole dubbio, di una Gangi preesistente, distrutta e spopolata in seguito ad un assedio militare delle truppe di re Federico III (carte del monastero Gangi vecchio e notarili locali, Fazello, Cluverio, Amico, Villabianca). Nei documenti  trecenteschi ed in quelli successivi si attesta l’esistenza di una “Gangli veteris” (o “Gangium vetus”) e di  “Gangij”.  Lo stesso Niccolò Speciale vissuto nel Trecento parla di un nome medievale (età normanna) del sito, vale a dire Gangies  ma anche di Gangium (secondo un documento del 1211 e secondo altri documenti trecenteschi).

Non è assolutamente veritiero dal punto di vista storico l’accostamento del sito attuale con una sua ipotetica fondazione normanna. In nessun documento storico c’è l’identificazione tra tale toponimo (Gangi) e  quello di Maqarah (o meglio Baqarah o Bekara, che deriva dall’arabo e che significa Vaccaio e dunque Vaccara: invece significativamente un’ omonima e storica contrada si trova nelle vicinanze di Sperlinga).

Questo per motivi:

1) archeologici (gli studiosi più rigorosi e gli archeologi mai hanno parlato di ritrovamenti archeologici più o meno significativi anteriori al XIII sec. sul Monte Marone, cioè laddove oggi sorge Gangi, a differenza di reperti antichi e medievali piuttosto numerosi attestati e ritrovati a Gangivecchio da vecchie e nuove campagne di scavo);

2) topografici  (Maqàrah, un nome arabo od arabizzato che mal si concilia foneticamente e linguisticamente con il lessico normanno o latino dei suoi presunti fondatori, era posta a Nord di Sperlinga come attesta il geografo arabo Edrisi nell’XII secolo, e questo non è il caso di Gangi ma di c.da Vaccara);

3) toponomastici (Maqàrah è stata assimilata a Baqarah dall’Amari, dall’etimologia beqqar= Vaccaro/Vaccara) ecc. . La misurazione delle distanze (nella fattispecie tra Petralia e Maqarah), unico elemento su cui si basa l’accostamento tra Gangi e Maqarah era, a detta degli esperti di topografia storica, alquanto imprecisa ed inattendibile. Ad ogni modo la differenza spaziale delle distanze tra Petraia e Maqarah intesa ed identificabile con c.da Vaccara è minima (3 miglia arabe pari a quasi 6 Km.).

Questa è la questione delle origini medievali di Gangi  affrontata con rigore nei due volumi di Mario Siragusa, dedicati al paese madonita. Inoltre, si passano in rassegna diverse altre inesattezze espresse nelle recenti od odierne ricostruzioni del passato del paese.  

In Cenni storici su Gangi, l’autore ha inteso presentare alcuni degli aspetti essenziali di Gangi raggruppati sinteticamente per settore e tema: economia, società, politica, demografia, religione ecc.. Questo agile volume costituisce una sorta di presentazione generale della storia del paese.

Nell’altro volume: La Storia di Gangi, invece si approfondiscono maggiormente le tematiche trattate nel primo libro aggiungendone altre: confraternite, processioni religiose, palazzi nobiliari, chiese, sede municipale, aspetti topografici, Monte di Pietà ecc. . Viene pure tratteggiata la questione di quello che molti eruditi, storici e studiosi ritengono essere stato il più antico ed originario nome del borgo: Engio. Basti dire e ricordare in proposito che il paese in dialetto fino al Novecento venisse chiamato Angi e che l’esperto studioso di linguistica Caracausi sottolinei una storica e non casuale derivazione del toponimo Gangi da Engio. Inoltre, al di là di tale accostamento che si trova nelle carte archivistiche cinquecentesche e dei secoli successivi (Gangi veteris / Engii Veteris), anche di recente l’archeologia appare orientata ad individuare in territorio di Gangi l’antica Engio (G. Storey, Spatafora): Gangivecchio o Alburchia (non certamente Serra del Vento e Polizzello, siti archeologici che, come attesta fra gli altri Domenico Pancucci, vissero fino al V secolo a. C.).

I due volumi di Mario Siragusa costituiscono una sintetica  ma rigorosa summa delle sue ricerche sulla storia gangitana (si è occupato  non solo di questo paese ma anche delle Madonie e della Sicilia Centro-Settentrionale e di nobili figure come quella del sociologo, economista, meridionalista e parlamentare repubblicano Napoleone Colajanni vissuto tra Ottocento e Novecento): mafia e brigantaggio ottocenteschi e dei primi del Novecento, Santa Inquisizione, società (uno studio storico sulla società madonita insieme ad altri accreditati studiosi è in corso di pubblicazione: M. Giacomarra, F.P. Pinello), storia economica, personaggi illustri, politica, Compagnia dei Bianchi ecc. .

I due libri sono corredati ed arricchiti dalle illustrazioni di due valenti pittori gangitani Santo Mocciaro e Giuseppe Scarpa, dalla lunga attività ed esperienza artistica (temi religiosi, paesaggistici, ritratti ed altro al centro dei loro interessi e temi pittorici).

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