IL PERSONAGGIO

Focus su: Egidio da Mola, frate cappuccino e “beato” (Mola, a.? - Gangi 1576)

convento-frati-cappuccini-gangiFra’ Egidio rappresenta l’emblema di quei religiosi che a Gangi e sulle Madonie spesero eroicamente la propria vita al servizio di Dio e del prossimo fino al sacrificio della propria esistenza.Non si conoscono le sue origini. Si presume sia nato a Mola o che si fosse stabilito nella Terra di Gangi, provenendo da un convento esistente in quel borgo pugliese. I suoi genitori erano devoti di San Francesco e seguaci della sua lectio spiritualis. E proprio per venerazione verso il Poverello di Assisi diedero al figlioletto il nome di un suo fedele compagno: Egidio d’Assisi... La presenza francescana nel borgo feudale di Gangi, introdotta dai marchesi Ventimiglia, si era manifestata agli inizi degli anni Settanta del XVII secolo.

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Un gioco che è anche un viaggio affascinate tra azione e natura.

uncharted-4-videogiocoPer gli amanti dei videogiochi arriva Uncharted 4. Una nuova proposta dell’azienda statunitense Naughty Dog, con sede in California, che ha superato le aspettative. Uncharted 4, infatti, non è solo un gioco ma è un’avventura, un viaggio ricco di azione che terrà gli utenti attaccati allo schermo. In questo episodio conclusivo della saga che ha già proposto tre storie avvincenti, Nathan che è il protagonista andrà alla ricerca del tesoro del pirata Henry Avery che lo porterà fino in Madacascar.

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campagna-amnesty-CicloAmnestyDomenica 22 maggio passeggiata ciclistica in città per sostenere le Campagne di Amnesty International dedicate alla tutela dei Diritti Umani ed in particolare per, CicloAmnesty 2016, la Campagna globale per la Protezione delle Persone in movimento.

L’evento è organizzato da Amnesty International Gruppo Italia 243 in collaborazione con Coordinamento Palermo Ciclabile - FIAB e Parco Uditore Cooperativa Sociale.

Pedaleremo in giallo, colore di Amnesty International – scrivono in una nota gli organizzatori - con le nostre bandiere, con le nostre magliette gialle o con qualcosa di giallo, per sostenere la Campagna globale per la Protezione delle Persone in movimento.

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Lunedì si rinnova l'appuntamento con la solenne processione

esterno-chiesa-spirito-santoBisogna sapere che, ai sensi e per gli effetti dell’art. I delle Leggi dell’Accademia degli Industriosi di Gangi, pubblicate a Palermo nell’opera “Rime degli Accademici Industriosi di Ganci” del 1769, lo Spirito Santo era il “Protettore Sovrano Patrono celeste” dell’accademia gangitana e dei Bongiorno (l’accademia fu fondata proprio dal barone Francesco Benedetto). Nel giorno della “Pasqua di Pentecoste”, sempre ai sensi e per gli effetti dell’art. I delle Leggi dell’Accademia, gli Industriosi (la Musa Enguina), ogni anno, si riunivano in adunanza pubblica, a Palazzo Bongiorno, e, in presenza dei Gangitani (anche non accademici), a prescindere dal loro status sociale, e in presenza di eventuali forestieri (accademici e non), si incatenavano mediante i loro versi, e offrivano Corone di Sonetti allo Spirito Santo, evocandolo per “isvegliare nei presenti quell’appetito innato verso la virtù che amore da Platone venne nomato” e a protezione di loro stessi, di Gangi e dei Gangitani.

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braccianti contadiniArriva in libreria un altro libro di Michelangelo Ingrassia. L’ultima fatica del professore che insegna Storia dell’Età Contemporanea nel Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Palermo, affronta la storia siciliana di braccianti e contadini contro il fascismo. Per i tipi di People&Humanities il libro, dal titolo “Braccianti e Contadini in Sicilia contro il fascismo – Esistenze e resistenze di una storia smarrita”, riporta la nota introduttiva di Giorgio Galli e la prefazione di Antonino Pensabene. “Seguendo il lungo tracciato delle lotte agrarie e contadine in Sicilia – scrive Ingrassia - sembrerebbe che il cammino dei lavoratori della terra siciliani si sia in qualche modo interrotto alla fine del primo dopoguerra per essere poi ripreso alla fine del secondo dopoguerra.

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In viaggio per la Sicilia in groppa al mulo per motivare i giovani a non abbandonare le campagne 

sfilata-di-muli-con-contadini-a-cavallo

L'iniziativa ideata dal palermitano Federico Bruno vuole rendere omaggio ad un animale che ha aiutato i contadini nel lavoro e nella lotta sociale. Partenza l'11 maggio prossimo.

In viaggio con il mezzo più antico del mondo: il mulo. Una idea nata nel 2011 al palermitano Federico Bruno per rendere omaggio ad un animale che ha facilitato il lavoro dell'uomo, simbolo dei braccianti siciliani che negli anni cinquanta occuparono i feudi spostandosi da una parte all'altra del territorio siciliano grazie al mulo. Un compagno ed un mezzo di trasporto infaticabile che ha aiutato i contadini anche nella lotta sociale. Per rendere omaggio a questo animale e a dei valori che si stanno perdendo l'imprenditore palermitano Federico Bruno, amante della natura, della campagna, degli animali e naturalmente del mulo ha pensato di utilizzare ancora una volta questo animale per attraversare la terra di Sicilia .

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La storia dello storico Istituto Magistrale di Petralia Sottana

Libro-storia-del-magistrale-petralia-professore-figliaPoche volte si è verificato nella storia delle Madonie che un evento abbia profondamente influenzato socialmente, culturalmente ed economicamente il territorio, come la fondazione del primo istituto di educazione pubblica.

L’interessante storia dell’Istituto Magistrale di Petralia Sottana ci viene raccontata in una pubblicazione edita da Il Petrino.

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IL PERSONAGGIO

Il pittore dell'abbazia medievale di Gangivecchio

Nacque a Castrogiovanni nel 1523 e morì a Gangi post 1601

 

Pietro De Billio (da altri indicato come De Bellia) era un pittore che si trovò ad operare nella Sicilia centrale nel corso del Cinquecento fino ai primi del Seicento. Come per molti suoi colleghi ebbe dei committenti religiosi. Suoi luoghi di elezione furono  la demaniale cittadina di Castrogiovanni (l’odierna Enna), che gli diede i natali nel 1523, e la terra feudale di  Gangi di proprietà dei potenti marchesi Ventimiglia,  rifondata in un nuovo sito nel XIV secolo. Dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del Cinquecento è documentata la sua intensa attività nel Castrogiovannese [E.De Castro]. A partire dal 1575 sono comprovati dalle fonti i suoi rapporti con Gangi dove si stabilì a vivere. In quell’anno gli venne commissionata da un sacerdote (Vaccaro) un’opera lignea per la Chiesa di Santa Maria di Gesù.

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Il Partigiano Calogero Bracco di Petralia Sottana, era ragazzo che a 27 anni compì qualcosa di unico, di grande, di eroico: diede la vita per la libertà.

 

foto calogero BraccoMorire a 27 anni. Per le giovani generazioni tale tragico evento viene prevalentemente associato al cosiddetto Club 27, una espressione giornalistica utilizzata per riferirsi a quegli artisti, spesso indicati come miti, morti tragicamente all’età di 27 anni. Il trapasso, drammatico e violento di una giovane vita ha da sempre alimentato il mito ed esaltato le gesta, anche se questi si sono limitati all’esecuzione di un brano musicale.

“Il mito, per l'uomo contemporaneo, non è che una “parola”, vale a dire solo un sistema di comunicazione”. scriveva il saggista francese Roland Barthes. Il bisogno del mito per l’uomo è un bisogno ancestrale, esigenza psicologica dell’animo umano, e risposta a certe motivazioni interne, molto profonde, che noi chiamiamo inconsce. Da espressione alle nostre tensioni psichiche ed aiutano a crescere psicologicamente e spiritualmente. I miti ci appagano sia perché possiedono contenuti che noi avremmo sempre voluto avere, sapere e conoscere, sia perché nascondono e simbolicamente svelano alcune verità che l’animo umano percepisce, ma non riesce a cogliere in modo chiaro ed immediato. Tutti noi abbiamo bisogno dei miti, in ogni età della nostra vita. In modo particolare ne hanno bisogno i giovani poiché ne appagano molte esigenze interne, aspirazioni, desideri e necessità psicologiche, specie quelle più nascoste. Il mito principale è quello dell’eroe, e in ogni giovane nella fantasia, nei pensieri e nelle zone più oscure dell’animo, sussiste l’esigenza di fare qualcosa di eroico, di grande, di particolare, che sia al di fuori della quotidianità. E quando un mito è vicino anche anagraficamente viene certamente prediletto. Non bisogna andare lontano per trovare eroi, ne abbiamo avuti anche nella porta accanto. 

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Firmato protocollo d’intesa tra AnciSicilia, Assessorato regionale al Turismo e Sicilia Film Commission per promuovere il cinema in Sicilia

Anci Sicilia Associazione Dei Comuni Siciliani

Il protocollo sottoscritto prevede anche l’istituzione presso i Comuni aderenti di una figura di “Referente Cinema” che tenga i rapporti con la Sicilia Film Commission, fungendo da collegamento con tutti i settori interessati dell’Amministrazione comunale

Individuare misure volte a sostenere le produzioni cinematografiche e audiovisive in Sicilia: è questa la mission del protocollo d’intesa firmato dall’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Anthony Emanuele Barbagallo, dal presidente di AnciSicilia, Leoluca Orlando e dal direttore di Sicilia Film Commission, Alessandro Rais.

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Al centro della storia Giovanni I Ventimiglia capostipite dei marchesi di Geraci e signori di Castelbuono

Il progetto "Tra i sentieri dei Ventimiglia" che prevede anche una mostra è stato voluto dal Museo Civico di Castelbuono 

tra i sentieri dei Ventimiglia La storia dei Ventimiglia entra a far parte dei “cunti” di Mimmo Cuticchio. Grazie al celebre puparo e cantastorie si materializza una parte della storia della celebre famiglia, di origine ligure, che fece la sua comparsa nell’area madonita tra la fine del XII e i primi del XIII secolo determinandone la storia dei secoli a seguire. In particolare, Cuticchio, rappresenta nel suo spettacolo teatrale le vicende che ruotano attorno alla figura di Giovanni I Ventimiglia (1382-1473 circa), capostipite dei Marchesi di Geraci e Signori di Castelbuono.

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Ne fanno parte anche gli studiosi nisseni Filippo Falcone, Gero Difrancesco, Sonia Zaccaria e madoniti Gaetano La Placa e Mario Siragusa

rivista-semestrale-storiaApproda in libreria il terzo numero di Studi Storici Siciliani, la rivista semestrale in cartaceo edita dall’Archeoclub d’Italia (con sede a Gangi) distribuita gratuitamente. Si tratta di un nuovo elemento nel panorama culturale siciliano entrato quasi in punta di piedi (timido e silenzioso) per non disturbare la sonnolenza di un settore che vive solo di passato, in tutti i sensi. Non solo per l’uso investigativo che di esso la rivista svolge, come tutte le riviste storiche, ma anche e principalmente per l’assenza attuale di un dibattito dentro e fuori gli ambienti accademici sulla storiografia siciliana. Una sonnolenza derivata dall’assenza di luoghi e di momenti di confronto tra chi indaga il passato per il piacere della scoperta come i tanti storici locali (veri artigiani della cultura) e chi lo interpreta nei grandi fenomeni istituzionali ed economici a scopo didattico-scientifico.

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agricantus_madre_terra

Una serata di musica al cine- teatro Grifeo di Petralia Sottana per rivendicare il diritto di vivere e nascere nelle Madonie. Presentata dagli Agricantus la canzone Madre Terra dedicata al sindacalista Epifanio Li Puma.

In un monologo dei ragazzi del Liceo delle Scienze Umane le contraddizioni che vivono le Madonie

Continua la mobilitazione per il mantenimento del punto nascita nell’ospedale Madonna dell’Alto. Questa volta a scendere in campo è stata la musica. “Un Canto per le Madonie” per dire no allo smantellamento del nosocomio ed avere la possibilità di poter vivere in questo

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Il ruolo dei tre fratelli Bongiorno (Francesco Benedetto, Gandolfo Felice e Cataldo Lucio), l’Accademia degli Industriosi, Gaspare Fumagalli e Pietro Martorana.

Filogiansenismo e filomassonismo nell’entroterra siciliano, nel ventennio 1750-1770. I preti “inquieti sediziosi e tumultuanti”. Dinamiche culturali analizzabili mediante la semiotica della cultura

palazzo_comunaleIn Sicilia, nella provincia di Palermo, a Gangi, nel cuore del centro storico, è possibile visitare lo storico Palazzo Bongiorno, fatto affrescare, a cavallo degli anni Cinquanta del secolo XVIII, dal barone Francesco Benedetto Bongiorno[1]. Il palazzo si trova tra l’attuale Corso Umberto I, a monte (accesso al piano nobile del palazzo), e l’attuale Salita Matrice (nel Settecento via più importante, rispetto all’attuale Corso Umberto I), a valle (accesso al piano terra del palazzo); a poche decine di metri dall’attuale Piazza del Popolo, da un lato, e dall’attuale Piazzetta Zoppo di Gangi, dall’altro lato, lungo il Corso Umberto I dal quale si accede al suo piano nobile. Un tempo abitazione privata della famiglia Bongiorno, oggi esso è palazzo di rappresentanza del Comune (piano nobile), nonché sede del Consiglio Comunale (sala “Clementia Mundi” del piano nobile) e di alcuni uffici comunali (vani sottostanti al piano nobile, con accesso dalla Salita Matrice).

 

 

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IL PERSONAGGIO

Arciprete, teologo e progettista.

Nacque a Gangi dove visse dal 1670 al 1742

Nacque a Gangi nel 1670. Il suo nome è legato all’ideazione ed alla realizzazione di progetti edilizi che riguardarono diverse chiese locali. Può essere considerato un vero e proprio architetto esperto in edilizia religiosa. Poco si sa della sua giovinezza. E’ possibile che fosse consanguineo o imparentato a tal Barbaro La Punzina che nel settembre 1689 figurava membro del consiglio dell’Università di Gangi detto”dei Quaranta” . Un magister Antonio La Punzina a fine Seicento, invece, era “soldato di piede” (fante) della milizia spagnola.

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