Al centro della storia Giovanni I Ventimiglia capostipite dei marchesi di Geraci e signori di Castelbuono

Il progetto "Tra i sentieri dei Ventimiglia" che prevede anche una mostra è stato voluto dal Museo Civico di Castelbuono 

tra i sentieri dei Ventimiglia La storia dei Ventimiglia entra a far parte dei “cunti” di Mimmo Cuticchio. Grazie al celebre puparo e cantastorie si materializza una parte della storia della celebre famiglia, di origine ligure, che fece la sua comparsa nell’area madonita tra la fine del XII e i primi del XIII secolo determinandone la storia dei secoli a seguire. In particolare, Cuticchio, rappresenta nel suo spettacolo teatrale le vicende che ruotano attorno alla figura di Giovanni I Ventimiglia (1382-1473 circa), capostipite dei Marchesi di Geraci e Signori di Castelbuono.

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Ne fanno parte anche gli studiosi nisseni Filippo Falcone, Gero Difrancesco, Sonia Zaccaria e madoniti Gaetano La Placa e Mario Siragusa

rivista-semestrale-storiaApproda in libreria il terzo numero di Studi Storici Siciliani, la rivista semestrale in cartaceo edita dall’Archeoclub d’Italia (con sede a Gangi) distribuita gratuitamente. Si tratta di un nuovo elemento nel panorama culturale siciliano entrato quasi in punta di piedi (timido e silenzioso) per non disturbare la sonnolenza di un settore che vive solo di passato, in tutti i sensi. Non solo per l’uso investigativo che di esso la rivista svolge, come tutte le riviste storiche, ma anche e principalmente per l’assenza attuale di un dibattito dentro e fuori gli ambienti accademici sulla storiografia siciliana. Una sonnolenza derivata dall’assenza di luoghi e di momenti di confronto tra chi indaga il passato per il piacere della scoperta come i tanti storici locali (veri artigiani della cultura) e chi lo interpreta nei grandi fenomeni istituzionali ed economici a scopo didattico-scientifico.

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Una serata di musica al cine- teatro Grifeo di Petralia Sottana per rivendicare il diritto di vivere e nascere nelle Madonie. Presentata dagli Agricantus la canzone Madre Terra dedicata al sindacalista Epifanio Li Puma.

In un monologo dei ragazzi del Liceo delle Scienze Umane le contraddizioni che vivono le Madonie

Continua la mobilitazione per il mantenimento del punto nascita nell’ospedale Madonna dell’Alto. Questa volta a scendere in campo è stata la musica. “Un Canto per le Madonie” per dire no allo smantellamento del nosocomio ed avere la possibilità di poter vivere in questo

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Il ruolo dei tre fratelli Bongiorno (Francesco Benedetto, Gandolfo Felice e Cataldo Lucio), l’Accademia degli Industriosi, Gaspare Fumagalli e Pietro Martorana.

Filogiansenismo e filomassonismo nell’entroterra siciliano, nel ventennio 1750-1770. I preti “inquieti sediziosi e tumultuanti”. Dinamiche culturali analizzabili mediante la semiotica della cultura

palazzo_comunaleIn Sicilia, nella provincia di Palermo, a Gangi, nel cuore del centro storico, è possibile visitare lo storico Palazzo Bongiorno, fatto affrescare, a cavallo degli anni Cinquanta del secolo XVIII, dal barone Francesco Benedetto Bongiorno[1]. Il palazzo si trova tra l’attuale Corso Umberto I, a monte (accesso al piano nobile del palazzo), e l’attuale Salita Matrice (nel Settecento via più importante, rispetto all’attuale Corso Umberto I), a valle (accesso al piano terra del palazzo); a poche decine di metri dall’attuale Piazza del Popolo, da un lato, e dall’attuale Piazzetta Zoppo di Gangi, dall’altro lato, lungo il Corso Umberto I dal quale si accede al suo piano nobile. Un tempo abitazione privata della famiglia Bongiorno, oggi esso è palazzo di rappresentanza del Comune (piano nobile), nonché sede del Consiglio Comunale (sala “Clementia Mundi” del piano nobile) e di alcuni uffici comunali (vani sottostanti al piano nobile, con accesso dalla Salita Matrice).

 

 

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IL PERSONAGGIO

Arciprete, teologo e progettista.

Nacque a Gangi dove visse dal 1670 al 1742

Nacque a Gangi nel 1670. Il suo nome è legato all’ideazione ed alla realizzazione di progetti edilizi che riguardarono diverse chiese locali. Può essere considerato un vero e proprio architetto esperto in edilizia religiosa. Poco si sa della sua giovinezza. E’ possibile che fosse consanguineo o imparentato a tal Barbaro La Punzina che nel settembre 1689 figurava membro del consiglio dell’Università di Gangi detto”dei Quaranta” . Un magister Antonio La Punzina a fine Seicento, invece, era “soldato di piede” (fante) della milizia spagnola.

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 IL PERSONAGGIO

Arciprete, teologo e poeta.

Nacque a Petralia Soprana nel 1732 e morì a Gangi nel 1796

Apparteneva ad una famiglia originaria di Petralia Soprana, borgo feudale delle Madonie. Da giovane, il Vigneri portò a termine i suoi studi religiosi ed ottenne il titolo di dottore in Teologia Sacra. Vigneri assunse la guida delle anime in quel di Gangi o delle anime dell' Università  di Gangi (che allora aveva una sola parrocchia presso la Chiesa di San Nicolò). Infatti, aveva 27 anni quando fu nominato dalle autorità ecclesiastiche arciprete della locale parrocchia di San Nicolò ( 1761).

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Protagonisti gli alunni dell’Istituto Comprensivo e alcuni anziani del paese

 

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“Noi e Voi... Insieme per riscoprire”: questo il titolo del progetto promosso dal Comune di Petralia Soprana che coinvolge alcuni alunni dell’Istituto Comprensivo del paese. L’obiettivo è quello di far sopravvivere e far rivivere usi e costumi di un passato non molto lontano che purtroppo rischia di scomparire. Attraverso la rivalutazione delle fonti orali e con il coinvolgimento di anziani è iniziato un percorso che mira a conservare e far conoscere alle nuove generazioni le loro radici culturali allontanando la possibile omologazione generata dalla globalizzazione.

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