I volontari di Libera a Pentadattilo mentre incontrano un testimone di giustizia

Da Petralia Soprana a Pentedattilo di Melito Porto Salvo in Calabria.

La testimonianza di Chiara La Placa, una giovane ragazza che ha scelto di dedicare una settimana della sua estate all’impegno civile.

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Gli articoli sulla Sagra della Spiga di Gangi hanno chiamato in causa le Dee Madri. Aggiungiamo un contributo sulla storia di questa dea realizzato in Sardegna.

dee-madri-in-riferimento-sagra-della-spiga-di-gangiEsiste un filo conduttore che unisce i popoli neolitici che, con varie caratteristiche, è ancora fortemente presente nel sentimento religioso dell’uomo contemporaneo, ossia il culto della Dea Madre. La Sardegna, su questo tema, è perfettamente allineata con il resto del mondo. Le belle sculture Sarde trovano corrispondenze stilistiche e ideologiche nelle Cicladi, nella Sparta neolitica, a Malta, in Anatolia e nella penisola balcanica. Il culto della Grande Dea è legato all’opulenta cultura agricola del neolitico, quella considerata l’età dell’oro, come dimostrano le statuette grasse che rappresentano la divinità femminile nel suo ruolo di nutrice e portatrice di fertilità.

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archeoclub d'Italia sezione di gangiChiusa la III edizione della manifestazione “I giorni dell’arte e della storia” organizzata dalla sede di Gangi dell’associazione Archeoclub d’Italia (con sede in Roma e fondata nel 1971). All'appuntamento hanno collaborato un gruppo di artisti locali (“Essere Artisti a Gangi”). La manifestazione si è articolata in onferenze, mostre artistiche e fotografiche (curate da Giuseppe Scarpa dell’Archeoclub e da altri artisti ). Studiosi e docenti universitari hanno illustrato alcuni “Aspetti e tappe della storia dell’arte, sociale, istituzionale e religiosa sulle Madonie" (titolo del corso di storia locale che comunque proseguirà a Gangi nelle prossime settimane).Teatro degli incontri culturali è stata la splendida Chiesa settecentesca dell’Abbadia di Gangi ( elogiata anche dal grande erudito Amico nel XVIII secolo). Interessanti sono gli spunti emersi dagli incontri citati.

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Presentazione a Palazzo Pottino del catalogo su Frate Umile da Petralia Soprana

Nel catalogo “Frate Umile a Petralia Soprana. Il suo tempo i suoi luoghi” i saggi di Giuseppe Abbate e Giuseppe Fazio con l'introduzione di Francesco Andria

Un’altra pietra è stata posta per consolidare ancor di più la figura di Frate Umile. L’ufficializzazione e la relativa presentazione del volume “Frate Umile a Petralia. Il suo tempo i suoi luoghi”, è un altro contributo a favore della sensibilizzazione per le opere del grande scultore, figura di rilievo della Sicilia del primo seicento. La pubblicazione del volume fa parte del progetto di valorizzazione dell’artista direttamente promosso dall’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. All’appuntamento che si è tenuto nel Palazzo Pottino sono intervenuti il sindaco Pietro Macaluso, l’assessore alla cultura Rosario Lodico, il professore già docente dell’università di Palermo Francesco Andria, il professore già Direttore della galleria di Palazzo Abatellis Gioacchino Barbera e gli autori Giuseppe Abbate e Giuseppe Fazio.

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Culti religiosi dalla Preistoria all’età ellenistica e romana sull’ “Inesplorato” monte Alburchia e nella valle dell’Alto Salso

sagra della spiga

La Sagra della Spiga di Gangi ha salde radici storiche, al di là delle reinterpretazioni ed adattamenti coreografici e scenici contemporanei. Nasce nel secondo dopoguerra, ma si ispira ad un lontano "passato". Il tutto si ricollega alla ventata di passioni ed interessi suscitati dall’attenzione per l’archeologia di alcuni gangitani che contagiarono, negli anni Cinquanta e nei decenni seguenti del Ventesimo secolo, molti altri compaesani desiderosi di riscoprire le proprie lontane origini. Un processo culturale e conoscitivo che si innestava in un sostrato che affondava le proprie radici a diversi secoli addietro. Allorquando clero, uomini colti del mondo laico, le locali accademie facevano riferimento all’antica storia di Gangi identificando quest’ultima con la <<Engium>> o Engyon descritta da Plutarco, Diodoro Siculo e Cicerone.  Bisogna allora fare un viaggio nel tempo, naturalmente ideale, per comprendere tali dinamiche. Bisogna partire dalle radici materiali del sacro nell’antichità, dalla “struttura”, dall’economia e dalla società  di allora. Allora bisogna chiedersi:

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A proposito della tradizionale Sagra della Spiga facente capo a Naselli e Alaimo e agli scavi effettuati sul Monte Albuchia.

 

Senza nulla togliere agli ideatori, agli organizzatori, agli inventori della Sagra della Spiga, . Perché gli ideatori, gli organizzatori, gli inventori della Sagra della Spiga, infatti, hanno ideato, inventato, organizzato la Sagra della Spiga? Perché proprio Cerere, le Dee Madri, il Tempio delle Dee Madri ecc.? Perché proprio in quel periodo storico di scavi archeologici? Perché? Perché se non perché Naselli e Alaimo, con le loro opere, hanno costruito una narrazione su tali scavi archeologici che è diventata presto popolare? Si tratta, infatti, della medesima narrazione (variata successivamente) che ritroviamo nella sezione mitologica del Corteo di Demetra (prima di Cerere) della Sagra della Spiga la quale sezione, guarda caso, è anche la più antica in ordine di tempo. (10/08/1016)

sagra della spiga festa dell'archeologiaSanto Naselli, il 31 Dicembre 1951, nel Preambolo al suo L’inesplorato Monte Albura o Albuchia, scriveva con molta franchezza: «Il mio intendimento nel compilare e dare alle stampe la presente monografia non è stato quello di ostentare una cultura storica ed archeologica con le grucce, bensì l’altro d’attrarre l’attenzione degli studiosi e delle competenti Autorità su una zona archeologica del nostro territorio, ad oggi inesplorata, al fine di valorizzarla. Anche perché non continui a disperdersi un patrimonio del nostro passato».

Ecco, è a questo intendimento di valorizzazione del patrimonio archeologico del nostro passato (anche perché non continui a disperdersi, scriveva Naselli) che vanno ricondotte la nascita e l’origine culturale della Sagra della Spiga di Gangi, giunta oggi alla cinquantaduesima edizione.

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La tecnica di implantologia protesicamente guidata permette di posizionare impianti dentali in maniera precisa e sicura e di eseguire interventi chirurgici non traumatici e poco invasivi.

A sostenerlo è Felice Esposito che ci spiega la sua tecnica innovativa che non prevede possibilità di errori.

implantologia-tecnica-felice-espositoSi dice che una buona azione quotidiana è quella di riuscire a regalare un sorriso a tutti. Cosa naturale per chi ha i denti, un problema per chi li ha persi. Una condizione alla quale si è sempre ovviato con le classiche protesi dentarie ed oggi anche con l’implantologia. Una tecnica, nata negli anni sessanta ma sempre in continua evoluzione, che si sta sempre più affermando divenendo la scelta ottimale per la risoluzione definitiva del problema.

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11 mostre digitali, tour in realtà virtuale e oltre 1.000 immagini disponibili per il visitatore che virtualmente vuole scoprire la Valle dei Templi

immagini valle dei templi di agrigentoL'iniziativa è frutto della collaborazione tra il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e Google. L'annuncio dell'opportunità è stato fatto lo scorso 13 luglio a Roma, presso il Salone del Consiglio Nazionale del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, all’interno della tavola rotonda “ABCD Archeologia Beni Culturali e Digitale”.

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Indirizzi e metodi di insegnamento nuovi e popolari nella Palermo della seconda metà del Settecento.

Un giudizio critico dello storico gangitano Francesco Alajmo e Passalacqua, a difesa del maestro gangitano Don Alberto Quattrocchi e della sua scuola popolare a Palermo, contro la scuola popolare, sempre a Palermo, del canonico Giovanni Agostino de Cosmi da Casteltermini, del quale parla in una sua opera anche lo storico gangitano padre Giustino Cigno, inserendolo però tra i più autorevoli e potenti filogiansenisti siciliani dell’epoca.

cupola chiesa madre gangiLo storico gangitano[1] padre Giustino Cigno, autore assai importante per lo studio del Giansenismo nell’Italia Meridionale della seconda metà del Settecento[2], pare che sia stato colpito (forse proprio a causa di tali sue ricerche!), da parte dei suoi stessi concittadini gangitani, da una sorta di cancellazione dalla memoria collettiva[3] (damnatio memoriae), ben più grave (perché dovuta anche a altre cause!) di quella che, in questi ultimi decenni, ha avuto per oggetto Francesco Alajmo e Passalacqua[4]. Eppure, se proprio di storici dobbiamo parlare, i più importanti storici gangitani, a oggi, sono stati padre Giustino Cigno (professore di Storia Ecclesiastica) e Francesco Giunta (professore di Storia Medievale). Un posto di riguardo meritano Santo Nasello e Francesco Alajmo. Potrei qui citare anche altri meritevoli e valenti autori gangitani sui quali però, per il momento, non scriverò.

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Cos’era un architetto in età antica, medievale e moderna, a Palermo e in Sicilia?

architetti-nel-settecento-siciliaFu nel corso del sec. XVI che cominciò a delinearsi, anche in Sicilia, la figura professionale dell’architetto. L’architetto, a partire da quel secolo, cominciò a circondarsi non più di artefici (muratori, scalpellini, falegnami, decoratori, maestri d’arte in genere), ma di aiutanti di studio. Tale figura cominciò allora, nel Cinquecento, a distinguersi nettamente da quella del capomastro. Per diventare e per essere architetto, ma soprattutto per essere riconosciuto sincronicamente (e cioè dai suoi contemporanei) come tale, cioè, non erano più sufficienti il tirocinio e la pratica sul campo, ma era necessario frequentare un vero e proprio percorso di formazione, interno alle corporazioni di mestiere (per ciò che esse, in Sicilia, tra Cinquecento e Settecento, diventarono) e interno alle accademie palermitane e siciliane (in un ambito di studi più vasto), nonché studiare su veri e propri libri di testo.

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La storia del sindacalista Epifanio Li Puma raccontata utilizzando la struttura della tragedia greca classica.

madre terra raccontoUna idea portata in scena dai ragazzi della Scuola Media di Petralia Soprana sabato 2 luglio. Un esperimento ben riuscito che ha colpito tutti. Geniale l’intuito della professoressa Daniela Cappadonia che ha ideato e scritto la rappresentazione teatrale “Madre Terra”. Una tragedia nella tragedia. La tragica morte di Epifanio Li Puma ucciso dalla mafia del feudo il 2 marzo 1948 davanti ai propri figli trasposta in un passato arcaico secondo i canoni della tragedia greca.

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IL PERSONAGGIO

Cenni biografici su un professore di teologia sacra nella Gangi del XVIII secolo

Focus sul teologo madonita De Salvo Gioachino, professore in teologia sacra, XVIII secolo

gangi-il-paeseIl sacerdote Gioachino De Salvo, un docente di teologia di cui si è oggi persa la memoria, nacque e visse a Gangi nel ‘700. Era di media estrazione sociale. La sua famiglia era collocabile tra la borghesia e la piccola nobiltà civica. Dopo i suoi studi seminariali vestì l’abito monacale, entrando così nell’ordine dei Riformati. Successivamente, spogliatosi dell’abito monacale, assunse l’abito di San Pietro.

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Petralia Sottana ricorda l’estate del 1943 grazie ad un libro realizzato a più mani e curato dalla professoressa Bianca di Noto.

petralia-sottana-estate-1943Le mani sono dei ragazzi dell’Istituto Superiore Pietro Domina che hanno fatto rivivere i ricordi di chi quell’estate non la dimenticherà mai. Ottanta pagine intense che raccontano aneddoti e particolari dell’arrivo degli americani a Petralia Sottana, stampate dalla casa editrice edizioni arianna , sostenuto dalla sezione Fidapa di Petralia Sottana con il supporto tecnico di Lucia Macaluso. Al centro del libro ci sono le testimonianze di Maria Alaimo, Concetta Di venuta, Teresa Di Vita, Stefano Filippone, Giuseppina Gianforti, Aldo Li Vecchi e Arturo Neglia che hanno affidato i loro ricordi agli alunni della 3B che li hanno conservati per sempre nel libro “L’estate del ‘43” salvandoli dalla possibile scomparsa.

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IL PERSONAGGIO

Focus su: De Salvo Giovanni, cappellano dei cavalieri di Malta, (Gangi, 1510/30 c.a. - Gangi ante 1600)

de-salvo-giovanni-chiesa-san-giovanni-di-maltaGiovanni De Salvo nacque a Gangi tra il 1510 ed il 1530. Risultava essere un esponente dell’ordine dei cavalieri di Malta, fratello del nobilis e familiare dell’Inquisizione Tommaso e zio di notar Egidio De Salvo, nobilis, ricco ed influente notaio ed anche lui affiliato all’Inquisizione. I suoi ammaestramenti e la sua cultura dovettero improntare ed influenzare profondamente la vita spirituale gangitana. Ciò anche in direzione delle elaborazioni artistiche più complesse ed importanti come il Giudizio Universale del Salerno dove è significativamente rappresentato S.Giovanni Battista, notoriamente legato ai cavalieri di Malta. 

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L'iniziativa è stata presentata in occasione dell’appuntamento messinese della manifestazione nazionale “Un futuro mai visto”, organizzata per il decimo compleanno della Fondazione CON IL SUD, che ha dedicato il primo incontro a Danilo Dolci.

Strage-Portella-della-GinestraNasce a Messina il primo archivio che mette in rete importanti documenti sui fatti di Portella della Ginestra del 1 maggio 1947, per renderli accessibili e fare luce su un controverso pezzo della storia italiana. Il lavoro di integrazione permetterà di unificare il Fondo “Paolo Benvenuti” della Fondazione Horcynus Orca, costituito da oltre 15.000 documenti, con la documentazione sui fatti di Portella presente all’Archivio Centrale dello Stato, all’Archivio Flamigni e all’Archivio di Stato di Viterbo.

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