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Qual è la misura dell'amore materno?

Sono una mamma, vivo in un mondo di mamme, ne seguo parecchie... ci confrontiamo tra noi, ci confidiamo, ci sfoghiamo, ci confessiamo. E c'è un momento, sempre e comunque, in cui, a capo chino e denti stretti, con uno smisurato senso di colpa, viene fuori la seguente: “i miei figli sono un peso... sono talmente stanca... se loro non ci fossero, farei, direi... andrei...”

Ed è proprio questo il nocciolo della questione! Una madre non è un essere abulico, amorfo, apatico che, per via della maternità, ha perso il suo “desiderare”, la sua ambizione, la sua voglia di Vivere e di Essere per sé stessa; tutto ciò persiste e diventa assordante in certe fasi critiche della vita, fasi di ricostruzione, di rimessa in gioco o di semplice spossatezza.
Ed è soprattutto allora che lo spirito materno brilla, perché vedete... nessuna di loro (di noi...), nella mia memoria ed esperienza, ha mai gettato il guanto per abbandonare il gioco! Nessuna ha deposto il “peso” per fare, dire... andare...
La misura dell'amore materno: non è amore cieco, canino, compulsivo! È amore consapevole, scelto, coltivato giorno per giorno, temprato nel crogiolo della rinuncia e del compromesso, nel sacrificio egoico quotidiano; non ha prezzo né pari! Collaudato e rinforzato nella tentazione, esso diventa inossidabile.
La scommessa di ogni donna con sé stessa, di ogni donna di oggi, di ieri e di domani, che voglia essere anche madre: conciliare identità e maternità, amore di sé e amore per la prole.
E credetemi sulla parola: non è un vincere facile!
Per tutto questo, auguri a noi.

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